Digitale popolare – Cultura e policy per l’Italia che riparte – Presentazione

28 Set 2021

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Oggi a Roma la presentazione della Fondazione Italia Digitale

Una realtà nuova e innovativa nel panorama italiano, un luogo che nasce anche per supportare la discussione e lo sviluppo delle policy digitali pubbliche e private, inserito nel contesto dell’Italia che riparte.

Questo e molto altro è la Fondazione Italia Digitale (www.fondazioneitaliadigitale.org) che è stata presentata oggi, martedì 28 settembre, con una live sui canali social della Fondazione, Facebook e LinkedIn, con i relatori in diretta dagli UTOPIA Studios di Roma.

Ricco il programma introdotto da Francesco Di Costanzo, Presidente della Fondazione Italia Digitale e di PA Social. “È arrivato il momento di rendere popolare il digitale nel nostro Paese – spiega Di Costanzo, presidente della Fondazione Italia Digitale – la pandemia ha acceso un riflettore enorme, è cresciuta la consapevolezza di cittadini, istituzioni, imprese, ora serve un salto di qualità per rendere strutturale il cambiamento. Come dimostra l’indagine presentata oggi c’è voglia di accelerare e una richiesta sempre più forte di digitale degli italiani, a questo sentimento dobbiamo rispondere con un grande piano culturale, un investimento convinto sulle competenze e sui servizi, una risposta precisa di policy eque e all’altezza della rivoluzione in corso. Per questo è nata la Fondazione Italia Digitale, lavoreremo con pubblico e privato, su divulgazione, ampliamento del dibattito, proposte, per non perdere e sfruttare al meglio la straordinaria occasione che abbiamo con il PNRR e i piani di rilancio del Paese”.

A portare il proprio saluto Vittorio Colao, Ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale, Patrizio Bianchi, ministro dell’Istruzione, Francesco Giorgino, direttore Master Luiss in Comunicazione e Marketing Politico ed Istituzionale, Assuntela Messina, sottosegretaria per l’Innovazione tecnologica e la Transizione digitale, Enzo Amendola, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega agli Affari europei e Anna Ascani, sottosegretaria ministero dello Sviluppo Economico.

La ricerca: Il digitale per gli italiani è un’opportunità affidabile, sicura.

Lo smart working? Promosso

Nel corso della presentazione è stata presentata anche una ricerca curata dalla Fondazione e condotta nel mese di settembre. Ad illustrarla Livio Gigliuto, membro del cda della Fondazione Italia Digitale e vice presidente Istituto Piepoli.

Dall’analisi dei dati raccolti emerge una sostanziale fiducia da parte dei cittadini nei confronti della digitalizzazione, vista come un’opportunità dal 75% degli intervistati in tutte le fasce di età analizzate. Fiducia anche nel rapporto con l’informazione proveniente dal web e dai social, affidabile per il 64% del campione, e nel grado di sicurezza dei servizi digitali offerti, 80%. Tra i canali più utilizzati al primo posto restano i siti web e le app (60%) seguiti dagli sportelli fisici (25%) e dai social network, che continuano la loro scalata inarrestabile tra le modalità preferite di contatto tra PA e cittadino (21%).

Compie passi in avanti significativi anche l’identità digitale, attivata dal 55% del campione, mentre il 24% possiede sia una carta di identità elettronica che SPID. Tra i servizi digitali guadagnano la prima posizione l’acquisto online e i pagamenti digitali (75%), seguiti dai servizi della pubblica amministrazione (56%). Restando in tema di pagamenti verso la pubblica amministrazione chi predilige l’online lo fa per saldare i tributi (50%).

Ottima anche la percezione del fenomeno della digitalizzazione, vista come semplificazione (48%) e dello smart working che viene sentito come un’opportunità per rendere l’organizzazione del lavoro più flessibile e moderna (73%) e come mezzo per favorire l’integrazione delle categorie più fragili (84%). A tal proposito e per mettere a sistema tutto quello che è stato fatto finora per il 90% degli italiani è necessario un ampio piano nazionale di cultura digitale, la cui caratteristica predominante deve essere la facilità e semplicità (35%).

“Il ruolo salvifico del digitale durante la pandemia sembra aver sconfitto la diffidenza degli italiani. A considerare maggiori le opportunità rispetto ai rischi è ormai la quasi totalità della popolazione. Non solo acquisti online e videochiamate, gli italiani affidano al digitale atti delicati come certificati e tributi. In trend con gli anni passati, il digitale è sempre più indifferente all’età: il 77% degli over 55 ritiene di avere le competenze utili a ricevere servizi online. Promosso a larga maggioranza lo smart working, ora gli italiani chiedono un grande piano di cultura digitale che parta da due obiettivi: semplicità di utilizzo e sicurezza”.

Nel talk a seguire sono intervenuti: Sara Roversi, presidente Future Food Institute e presidente Comitato Scientifico Fondazione Italia Digitale, Giorgio Ventre, docente Università Federico II, direttore Developer Academy Apple Napoli e coordinatore Comitato Scientifico Fondazione Italia Digitale, Carlo Albini, responsabile Innovability People and Organization Gruppo Enel, Eleonora Faina, direttore generale Anitec-Assinform, Giuseppe Colangelo, Jean Monnet Professor of EU Innovation Policy e Professore associato di Diritto dell’economia all’Università della Basilicata.

Per informazioni:

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